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Per rispondere alle denunce di abuso, la Commissione ha sviluppato un Modello per le Linee Guida locali, che include i seguenti principi: 

 

  • Esse dovrebbero basarsi sull’impegno di stabilire la verità e lavorare per la guarigione.
  • Ci dovrebbe essere una dichiarazione chiara circa l’adempimento dei requisiti dati dalle autorità statali ed ecclesiali. Laddove le Conferenze Episcopali includano più di un Paese o un Paese con una struttura federale – dovrebbe essere precisato con molta chiarezza che la Chiesa si atterrà all’autorità pertinente. Ciò dovrebbe includere ogni requisito civile sull’obbligo di denuncia.
  • Nel definire l’abuso sessuale le linee guida devono riferirsi alla definizione data dal Motu proprio Sacramentorum Sanctitatis Tutela (SST).
  • Le procedure dovrebbero rendere chiaro che sono applicate sia ai chierici che ai religiosi.
  • Saranno necessarie altresì procedure per tutto il personale laico e i volontari che abbiano accesso a minori e adulti vulnerabili nel corso del loro lavoro per la Chiesa. Se vi fossero politiche e procedure distinte per categorie di personale, dovrebbero essere tutte riunite in un singolo documento quale un manuale o una guida.
  • Ci dovrebbe essere una dichiarazione esplicita sul deferimento di atteggiamenti criminosi alla polizia o all’autorità preposta.
  • Saranno necessarie procedure per investigare lamentele non riportate alla polizia – per esempio laddove l’accusato sia deceduto, o se il comportamento oggetto della denuncia non sia illegale nello Stato ma violi i codici di condotta della Chiesa.
  • Le procedure investigative dovrebbero essere robuste e trasparenti. L’esperienza suggerisce che dovrebbero essere coinvolti dei laici esperienza e abilità appropriate per assicurare l’indipendenza.
  • Le procedure dovrebbero includere metodi specifici per fornire appropriato supporto alla persona che riporti l’abuso o il sospetto di un abuso.
  • Le procedure dovrebbero includere un appropriato supporto per le persone accusate.
  • Le procedure dovrebbero includere misure precauzionali, come il temporaneo ritiro dal ministero, e laddove l’accusato sia un chierico (diacono, prete, vescovo) il processo deve seguire quanto previsto dal Motu proprio SST.
  • Le procedure dovrebbero delineare chiaramente gli esiti per i denuncianti.
  • Le procedure dovrebbero stabilire come gli esiti di ogni denuncia verranno condivisi con i denuncianti, i fedeli e il pubblico.
  • Le procedure dovrebbero delineare chiaramente gli esiti per l’accusato, e, se l’accusato è un chierico, essi dovranno includere quanto previsto dal SST per le competenze della Congregazione per la Dottrina della Fede.
  • Le procedure dovrebbero delineare le possibilità per il denunciante e l’accusato di richiedere una revisione degli esiti finali.

 

Le Linee Guida dovrebbero chiarire che la Chiesa non cerca di coprire le denunce né di comprare il silenzio delle vittime/sopravvissuti, e che le Diocesi e le Congregazioni religiose non entreranno in accordi che vincolino le parti alla confidenzialità, a meno che la vittima/sopravvissuto richieda tale riservatezza, e che tale richiesta sia specificata nel testo dell’accordo.

 

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